Sguardi

September 23, 2013  •  Leave a Comment

Ogni attimo della nostra vita condiviso con gli altri, è caratterizzato dall'esistenza di sguardi, fatti e ricevuti, consapevoli ed inconsapevoli. Elementi che caratterizzano il nostro rapporto verso chi ci circonda, permettendo di comunicare in modo sincero il nostro stato d'animo e le nostre emozioni e di avere accesso alle medesime espressioni degli altri.“Gli occhi sono lo specchio dell'anima”, si dice. E' vero, ma assieme agli occhi, sappiamo, che altre parti del nostro viso e del nostro corpo sono in grado di “parlarci”, di “raccontare”. La fotografia si pone frequentemente un compito ben preciso, specialmente nel ritratto: quello di estrarre tutto ciò, provando a fissarlo in un immagine. Cosa difficile e complessa, ma non per questo impossibile tanto da non tentarci. In una cerimonia non so quanto gli sposi sono coscienti di questo mondo di attenzioni. Sono al centro dell'evento a tal punto che tutti indistintamente si rivolgono a loro regalandogli espressioni ed emozioni spesso uniche, giustamente irripetibili, cariche di affetto, di amore, di allegria e di migliaia di altre cose. La loro concentrazione (ovviamente) però li sottrae parte di questo. Perchè allora non conservare questa magia ed integrarla, attraverso un album fotografico degno di tal nome, all'emozioni che la coppia si porterà dentro. Perchè non aggiungere grazie alle immagini, ulteriori emozioni a quelle vissute, che nessun grande fotografo saprà mai riprodurre totalmente e perfettamente in un fotogramma? Perchè non sacrificare una posa artefatta, magari ripetibile ad oltranza e quindi tendenzialmente falsa ed inutile, con un sorriso vero, unico ed irripetibile? E' un compito che ci siamo prefissati, cercando di “rubare” e custodire quello che nessuna posa saprà mai replicare. E' una convinzione che vorremmo, nel tempo, diventasse una delle  cifre del nostro linguaggio. Per concludere un aneddoto: una volta presentando le foto a sposi e parenti, all'immagine emozionata del marito all'ingresso della sposa in chiesa, la madre di lei (nonché suocera di lui, ovviamente) disse: “La vedi questa foto, figlia mia? Si? Quella è stata l'ultima volta che lui ti ha guardato in quel modo. Sii consapevole”.

 

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